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Ci ha lasciato in questi giorni a ottant’anni, Alfredo Carlo Moro, non solo una figura di spicco nel mondo della giustizia minorile e un apripista nel percorso di consapevolezza che la cultura italiana dei servizi ha compiuto in ambito di diritti all’infanzia, ma anche il “seme” da cui è fiorito il vasto movimento scientifico, culturale e sociale che fa capo al CISMAI. Egli ha avuto l’acutezza e il coraggio di individuare e denunciare, in un’epoca che potremmo definire di trionfalismo familistico, in una cultura in cui l’adultocentrismo era tanto inconsapevole da non essere nemmeno riconoscibile e nominabile, le devianze, le difficoltà, le ingiustizie che si possono nascondere dietro le apparenze di “normalità” della famiglia e le sofferenze che queste situazioni provocano ai loro membri più piccoli e, complessivamente, ai bambini, cui egli ha riconosciuto ruolo e dignità di cittadini. A seguire dalla sua prima pubblicazione (“L’amministrazione
della giustizia in Italia”,1961), tutti i suoi scritti successivi
hanno con costanza e progressivi approfondimenti analizzato la situazione
dei bambini e ragazzi, sia sul piano esistenziale, nel loro rapporto con
la famiglia, sia sul piano giuridico, nel loro rapporto con il diritto
e la sua applicazione. Maria Teresa Pedrocco Biancardi |