In ricordo di Alfredo Carlo Moro

Ci ha lasciato in questi giorni a ottant’anni, Alfredo Carlo Moro, non solo una figura di spicco nel mondo della giustizia minorile e un apripista nel percorso di consapevolezza che la cultura italiana dei servizi ha compiuto in ambito di diritti all’infanzia, ma anche il “seme” da cui è fiorito il vasto movimento scientifico, culturale e sociale che fa capo al CISMAI.

Egli ha avuto l’acutezza e il coraggio di individuare e denunciare, in un’epoca che potremmo definire di trionfalismo familistico, in una cultura in cui l’adultocentrismo era tanto inconsapevole da non essere nemmeno riconoscibile e nominabile, le devianze, le difficoltà, le ingiustizie che si possono nascondere dietro le apparenze di “normalità” della famiglia e le sofferenze che queste situazioni provocano ai loro membri più piccoli e, complessivamente, ai bambini, cui egli ha riconosciuto ruolo e dignità di cittadini.

A seguire dalla sua prima pubblicazione (“L’amministrazione della giustizia in Italia”,1961), tutti i suoi scritti successivi hanno con costanza e progressivi approfondimenti analizzato la situazione dei bambini e ragazzi, sia sul piano esistenziale, nel loro rapporto con la famiglia, sia sul piano giuridico, nel loro rapporto con il diritto e la sua applicazione.
Per la prima fascia di interessi ricordiamo in particolare “Erode tra noi”, Mursia, 1988; per gli aspetti giuridici “Manuale di diritto minorile”, Zanichelli, 1996.
Ma accanto ai numerosi volumi, Egli ci lascia un capitale immenso di pensiero attraverso gli innumerevoli articoli pubblicati su tante riviste (Il Ponte, Il Mulino, Civitas, La Famiglia, Humanitas, Studium, Minori Giustizia), senza contare la sua direzione di Bambino Incompiuto, attraverso la quale ha educato e promosso una generazione di ricercatori e operatori sociali, contribuendo in modo decisivo a creare il quadro d’insieme sul quale poi si sono innestate scelte politiche significative come la L. 184/83, sull’adozione o L. 205, sulla creazione e gestione di servizi per l’infanzia.
Accanto a tutto ciò, l’immenso capitale di letteratura grigia frutto delle sue partecipazioni ai convegni, con una disponibilità umile e discreta che l’ha impegnato fino alla vigilia della breve e purtroppo decisiva malattia.
Ricordiamo uno dei suoi ultimi articoli: “Tutela dei minori, leggi e interventi”, pubblicato nel n. 228 della rivista La Famiglia, il cui ultimo paragrafo, “Il senso del bambino come valore” potrebbe costituire per noi del CISMAI una conferma di quanto facciamo e un significativo richiamo per l’impegno futuro.

Maria Teresa Pedrocco Biancardi