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Vita del Coordinamento - Anno 2004
Editoriale - luglio 2004
di Maria Teresa Pedrocco Biancardi
Il successo del congresso di Firenze sulla violenza assistita ha posto anzitutto al coordinamento il problema della pubblicazione degli “Atti”, per i quali si è deciso di rinunciare alla forma cartacea a favore dell’informatica, ma ha anche movimentato numerose suggestioni, sia di tipo critico che programmatico
Sul piano critico emerge la segnalazione di una persistenza, in numerose realtà territoriali, di difficoltà di rapporti con l’autorità giudiziaria, la carenza di strumenti, competenze e strategie per la protezione dei minori, il rischio che nella presa in carico delle situazioni più gravi, là dove il bambino è stato vittima di un reato, le preoccupazioni e le procedure giudiziarie prendano il sopravvento nel percorso di intervento e riducano alla subalternità le professionalità psico-sociali. La stessa volonterosa elaborazione di protocolli operativi per ordinare e coordinare i rapporti tra Tribunali e servizi non è sempre risultata garanzia di buone prassi, anche perché esistono troppe variabili legate ai singoli operatori e alle diverse realtà territoriali.
Questo insieme di situazioni, aggravate da un’opinione pubblica sempre più disinformata e resa prevenuta nei confronti degli operatori incaricati di tutelare i bambini a rischio, porta ad un progressivo assottigliarsi del numero dei clinici disponibili ad occuparsi delle situazione di abuso all’infanzia nei servizi.
A fronte di queste difficoltà, la disponibilità all’autoanalisi, la costante ricerca di realizzare buone prassi condivise, lo sforzo di continuare a produrre cultura attraverso lo scambio di riflessioni ed esperienze, cultura che ha nelle varie commissioni scientifiche il punto di forza privilegiato, ha portato, negli ultimi mesi, ad un forte incremento di richieste di associatura al coordinamento.
Sul piano programmatico, i nuovi ingressi e la conseguente complessificazione dell’organizzazione, inducono il Coordinamento ad attuare un progetto già pensato dalla precedente presidenza, quello di articolarsi su scala regionale, con un referente che coordini l’attività a questo livello e possa promuovere e garantire una più viva partecipazione dei singoli e dei centri associati, su un tessuto territoriale definito. Si sta intanto anche perfezionando l’indirizzario dei soci, che viene via via inserito nel sito. I referenti regionali – tra i quali soltanto quelli delle Regioni Piemonte, Calabria, Veneto, Sardegna hanno avviato i coordinamenti regionali-, dovrebbero costituire la Consulta Nazionale, destinata ad agire come organismo di partecipazione, e come rete di attivazione e collegamento territoriale più ampia e vicina alla vita concreta dei Centri, di quanto non possa esserlo il Consiglio Direttivo.
E’ anche allo studio, curato dalla vice presidente Daniela Diano l’idea di organizzare un Centro di raccolta e di elaborazione dei dati che emergono dai casi trattati dai nostri centri, per poter dare un contributo qualificato alla verifica che in questo senso si sta avviando su scala nazionale.
Sul piano della formazione, Dante Ghezzi, che ne sta gestendo con il consueto impegno la programmazione, visto l’incremento delle richieste, sarà affiancato da M. Rosa Giolito, anche per formalizzare una procedura che definisca i compiti del centro che ospita il corso e gli aspetti organizzativi-pratici (iscrizioni, pubblicizzazione ecc).
Si è colta anche la necessità che i progetti di formazione agli operatori svolti dai centri del CISMAI, tengano conto non solo dei contenuti e delle procedure, ma anche del contesto, prendendo in considerazione la varietà degli aspetti organizzativi legati alle professioni di tutela, per valorizzare quelli che meglio garantiscono l’efficacia degli interventi..
Su questo piano abbiamo già una risposta significativa da parte della Commissione scientifica “Modelli organizzativi”, coordinata da Teresa Bertotti, che si occupa di queste tematiche: in autunno, probabilmente a Bologna, in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, la Commissione organizzerà una giornata di studio, in cui saranno presentati e approfonditi i risultati di una ricerca svolta dalla Commissione stessa.
Per concludere, segnaliamo le Commissioni Scientifiche e il Gruppo di Studio approvati dal Direttivo per il biennio 2004-2005, ed i relativi referenti:
1. Risorse integrative/sostitutive alla famiglia
Referente: Dario Merlino
d.merlino@iol.it
2. Formazione
Referente:
Annamaria Scapicchio
annamariascapicchio@hotmail.com
3. Violenza assistita
Referente: Roberta Luberti
robertaluberti@libero.it
4. Modelli organizzativi
Referente: Teresa Bertotti
teresa.bertotti@cbm-milano.it
5. Child Sexual Abuse
Referente: Marinella Malacrea
marinella.malacrea@fastwebnet.it
6. Bambini in Tribunale (Gruppo di lavoro), al fine di predisporre un opuscolo interattivo per minori coinvolti nel percorso giudiziario
Referente: Daniela Diano
danieladiano@tiscali.it
Vi ricordiamo che sul nostro sito potete trovare gli elenchi dei centri e servizi associati con i recapiti postali e telefonici dei soci.
Buone vacanze a tutti.
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