CISMAI - Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l'Abuso all'Infanzia
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Home CISMAI >> Aggiornamenti Legislativi > Carta di impegni per promuovere i diritti all'infanzia e dell'adolescenza ed eliminare lo sfruttamento al lavoro minorile

Maggio 1999

Carta di impegni per promuovere i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza ed eliminare lo sfruttamento al lavoro minorile
Il governo e le parti sociali hanno approvato questo documento che costituisce la traduzione per il nostro Paese del programma sottoscritto nella recente Conferenza Internazionale svoltasi a Oslo (27-30 novembre 97).

La legge n. 977 del 17/10/1967 contro lo sfruttamento del lavoro minorile aveva già stabilito delle regole importanti sia riguardo ad aspetti più generali come vietare il lavoro minorile al di sotto dei 14 anni garantendo la salute, lo sviluppo fisico e la moralità dei minori, sia riguardo ad aspetti più specifici quali l’età (che deve essere maggiore di anni 15), l’orario di lavoro (che non deve superare le 40 ore settimanali), i riposi intermedi e le ferie.
Vieta inoltre il lavoro notturno, attività pericolose, faticose e insalubri.

Nella premessa della Carta di impegni viene enunciato un assunto fondamentale: il coinvolgimento delle bambine e dei bambini nell’esperienza lavorativa precoce ed in condizioni lavorative pesanti arreca un grave danno alla loro crescita perché li priva di risorse – come il gioco, la socialità, l’educazione, il rispetto della loro salute e dei loro tempi di crescita – che sono essenziali per il loro sviluppo psicofisico e costituisce motivo di futura emarginazione dalle dinamiche sociali.

Vengono evidenziate le differenze tra maschi e femmine dove quest’ultime sono ancora più penalizzate svolgendo lavoro domestico considerato non produttivo, dunque non lavoro, accompagnato spesso a forme di maltrattamento sessuale. Su quest’ultimo punto si veda la legge 269 commentata su n°2 de “Il Raccordo”.

Nella parte invece di “impegni” concreti che il governo italiano si assume si sottolinea il ruolo importante della scuola: il lavoro minorile è anche l’altra faccia dell’abbandono scolastico.

Il Ministero della Pubblica Istruzione si impegna a promuovere attività di formazione per gli insegnanti sulle problematiche del disagio e dell’abbandono scolastico, introdurre attività aggiuntive, prevedere forme flessibili di rientro a scuola, gestire l’anagrafe scolastica e il monitoraggio delle frequenze, aprire la scuola alla cultura del lavoro, e coinvolgere le famiglie favorendo la crescita di consapevolezza dei problemi.

Oltre all’intervento nella scuola sono stati chiamati ad intervenire gli Enti Locali per:

  • aiutare e sostenere le famiglie favorendo l’applicazione della legge 685/97 dotando il proprio territorio di un programma concreto a favore dell’infanzia e dell’adolescenza.
  • applicare le leggi in materia di lavoro minorile e rafforzare e coordinare gli interventi ispettivi e repressivi.
  • contrastare lo sfruttamento del lavoro minorile debellando la piaga del lavoro nero e sommerso.
 
 
 

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