Il
seminario vuole essere un ambito
di riflessione e di confronto
sugli strumenti di aiuto psicologico
e sociale nei confronti delle
vittime (adulti e bambini) della
violenza all’infanzia,
sulle potenzialità e
sulle strade terapeutiche per
riparare il danno e per riattraversare
ed elaborare il trauma e nel
contempo sulle difficoltà
psicologiche e sociali che si
frappongono al recupero di chi
ha subito nel proprio passato
infantile ed adolescenziale
maltrattamenti ed abusi.
La cultura del narcisismo e
della perversione che condiziona
e attraversa la comunità
sociale, e che sottende diversi
meccanismi economici, sociali,
istituzionali della nostra epoca
e che da tali meccanismi è
amplificata porta da un lato
ad un’esaltazione dell’immagine,
dell’esteriorità,
dei modelli di comportamento
vincenti ma anche ad un incentivazione
dei comportamenti di sopraffazione,
di strumentalizzazione e disidentificazione
nei confronti dell’altro.
Questa cultura spinge ad atteggiamenti
di insensibilità e di
indifferenza ed anche di emarginazione
e di rifiuto nei confronti dei
soggetti deboli, fragili, bisognosi
e pertanto dei bambini da un
lato e nei confronti dei soggetti
traumatizzati in generale dall’altro.
Tali atteggiamenti si collocano
agli antipodi di quei comportamento
di sostegno pratico, cognitivo
ed emotivo, di ascolto e di
vicinanza di cui necessitano
i bambini egli adulti che hanno
subito violenza.
Il trauma è un’esperienza
che tende a debordare la capacità
di pensare del contenitore mentale
delle vittime e pertanto è
un’esperienza che richiede
la comprensione empatica e la
vicinanza nei confronti dei
vissuti di impotenza, dolore,
confusione, rabbia ecc…sperimentati
e spesso accantonati dalla vittima.
E’ necessario qualcuno
che sia disponibile a condividere
con la vittima un’esperienza
destrutturante senza perdersi
e senza scappare via, è
necessario qualcuno che potenzi
la capacità di elaborazione
mentale dell’evento lesivo
e destrutturante che ha colpito
la vittima. Ma l’ascolto
e la vicinanza risultano risorse
scarse.
IL TRAUMA SOLLECITA NELLA COMUNITA’
SOCIALE DA UN LATO ATTEGGIAMENTI
DI DISIDENTIFICAZIONE, DI EVITAMENTO
E DI INSENSIBILITA’, DALL’ALTRO
DI CURIOSITA’ SENSAZIONALISTICA
E NON PARTECIPE.
IL SOGGETTO TRAUMATIZZATO RAPPRESENTA,
PERSONIFICA ED EVOCA LA FRAGILITA’
E LA DEBOLEZZA DELLA CONDIZIONE
UMANA, RICORDA QUANTO QUESTA
CONDIZIONE SIA STRUTTURALMENTE
ESPOSTA AL CAMBIAMENTO BRUSCO
ED IMPREVEDIBILE E AL CONFRONTO
CON LA MORTE.
Per questo la tendenza socialmente
e psicologicamente dominante
è quella di voltarsi
dall’altra parte nelle
istituzioni sociale e nelle
stesse psicoterapie nei confronti
della sofferenza del soggetto
traumatizzato.
IL TRAUMA ATTIVA MECCANISMI
DIFENSIVI PRIMARIAMENTE DI RIMOZIONE,
EVITAMENTO, DISTACCO EMOTIVO,
RAZIONALIZZAZIONE, NEGAZIONE,
SCISSIONE, SECONDARIAMENTE DI
IDENTIFICAZIONE PROIETTIVA NON
SOLO NELLA PERSONA CHE PUO’
ESSERE TESTIMONE O ASCOLTATORE
DI UNA SITUAZIONE DI VIOLENZA,
MA ANCHE NELLO STESSO PSICOTERAPEUTA,
ASSISTENTE SOCIALE, EDUCATORE..
Il seminario si rivolge in
modo particolare a psicologi,
psicoterapeuti, psichiatri e
neuropsichiatri infantili che
hanno un compito specifico nella
diagnosi, nel sostegno e nella
psicoterapia dei bambini e degli
adulti vittima di violenza.
Ma è aperto e sollecita
una partecipazione anche degli
assistenti sociali, degli educatori,
dei professionisti dell’infanzia
e dell’adolescenza chiamati
ad interagire con bambini ed
adulti vittime di violenza.
Chiederemo a
Marinella Malacrea,
neuropsichiatra infantile, psicoterapeuta,
Centro Tiama (Tutela Infanzia
Adolescenza Maltrattata), Milano;
Ester De Rienzo, psicoterapeuta,
Centro Aiuto al Bambino Maltrattato
e alla Famiglia, Roma;
Claudio Foti, psicologo,
psicoterapeuta, direttore scientifico
del Centro Studi Hansel e Gretel;
Isabel Fernandez, psicoterapeuta,
presidente Associazione per
l’EMDR in Italia;
di portare il loro contributo
di riflessione e ricerca a partire
dall’esperienza clinica.
Chiedermo inoltre a
Luisa Della Rosa; psicologa,
psicoterapeuta, direttore scientifico
Ctif (Centro per la Cura del
Trauma all’Infanzia e
alla Famiglia), Milano;
Marianna Giordano, assistente
sociale Consultorio Familiare
Istituto G. Toniolo, Napoli;
d’intervenire rispettivamente
su:
Il recupero del danno e il
ruolo dell’educatore
Il recupero del danno e il
ruolo dell’assistente
sociale.
INFO
Per ulteriori informazioni
rivolgetevi alla nostra segreteria
tramite telefono, fax, e mail,
posta.
Centro Studi Hänsel e Gretel,
Corso Roma 8, 10024 Moncalieri
e mail: cshg@cshg.it
Tel e fax 0116405537
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