PERCHE’
E PERCOME:
Conoscere per Trasformare, Giocare
per Conoscere
Riscoprire una dimensione creativa
e di gioco per rincontrare ed
esprimere le emozioni e l’affettività:
chiavi del nostro lavoro
La conoscenza, oltre al riconosciuto
territorio della razionalità
e del pensiero, passa per le
percezioni, le emozioni, le
azioni.
Per la comprensione della realtà
sono importanti e necessarie
anche le informazioni che ci
provengono dalle dimensioni
dell’affettività
e della corporeità, che,
sommate all’attività
intellettuale ed alla logica
razionale, possono ricomporre
l’immagine a tutto tondo
della realtà, un’
immagine che di solito ci viene
restituita come frammentata
perché proviene da saperi
considerati distinti e distanti.
Chi lavora a contatto con esperienze
traumatiche è esposto
a rischio di traumatizzazione
secondaria che genera sofferenza,
malessere emotivo, psicologico
e relazionale, attivando meccanismi
di difesa, primitivi o complessi,
che interferiscono nella relazione
di cura e nei percorsi di intervento.
Questa proposta di laboratorio
nasce dalla convinzione che
l’azione di giocare è
una opportunità spazio-temporale
eccezionale che consente di
ricongiungere al razionale le
diverse dimensioni che storicamente
ed intenzionalmente sono state
sottovalutate dai “padroni
del sapere”, ossia dalla
cultura egemonica. Che, nell’azione
di sostegno alle vittime di
violenza, consente di trovare
modalità e strategie
operative utili a favorire connessioni
tra pensieri ed emozioni.
Attraverso il pensiero creativo
e la dimensione del gioco si
attivano infatti tutte le funzioni
dell’individuo che lo
coinvolgono nella sua totalità:
il corpo, la mente e l’anima
si fondono nell’azione
concreta del gioco, permettendogli
di riscoprire e reinventare
la realtà interiore ed
esterna, e permettendo tra l’altro
anche una costruzione collettiva
della conoscenza della realtà.
Inoltre attraverso attività
creative ognuno può tornare
ad essere il fabbricante delle
proprie endorfine, ossia del
proprio benessere. L’allenamento
creativo a cui la nostra natura
ci predispone fin dall’infanzia
è, con il gioco, il laboratorio
migliore per potenziare le differenti
dimensioni dell’integralità
umana che vengono “messe
in gioco” il ogni evento
cognitivo.
METODOLOGIA e CONTENUTI
Il laboratorio vuole offrire
ai partecipanti, con un approccio
esperienziale, la possibilità
di sperimentare dal punto di
vista teorico-concettuale e
didattico-metodologico la ludopedagogia.
La Ludopedagogia nasce come
esperienza specifica dell’Educazione
Popolare, che con il maestro
Paulo Freire si è sviluppata
come movimento continentale
in America Latina ed in un’alternativa
importante di formazione e produzione
del sapere
Obiettivi:
? Consentire una ri-lettura
in chiave critica ed una possibile
de-costruzione e ri-creazione
del proprio lavoro, lavorando
insieme e confrontandosi;
? Offrire elementi di approfondimento
teorico-pratico per tutte le
persone che vogliono migliorare
la propria formazione professionale
con una metodologia di educazione
partecipativa e non formale.
Il laboratorio si articola in
3 percorsi progressivi di lavoro
teorico-pratico esperienziale
ed intensivo, per cui si sconsiglia
di partecipare solo parzialmente
al laboratorio (es. arrivare
il sabato pomeriggio o ripartire
prima della valutazione).
COSA PORTARSI: Vestiti comodi
(tuta o pantaloni). Un oggetto
che rappresenti il vostro lavoro.
A CHI E’ DESTINATO
IL LABORATORIO?
Il laboratorio è destinato
a:
- Operatori/trici (educatori/trici,
insegnanti, psicologi/ghe, assistenti
sociali personale medico e di
polizia, magistrati, ecc.) di
istituzioni ed associazioni
che lavorano con bambini/e ed
adolescenti vittime di violenza
(assistita e/o subita direttamente).
- Studenti/esse di scienze dell’educazione,
psicologia, legge, e tutte quelle
discipline rivolte alla formazione
per lavorare con bambini/e ed
adolescenti vittime di violenza
(assistita e/o subita direttamente).
Nota: la % di partecipazione
per gli/le studenti/esse è
ridotta al 20%, per poter garantire
uno scambio di pratiche e punti
di vista a partire dall’esperienza
vissuta.
Per iscrizioni rivolgersi
entro il 14 maggio 2007 al seguente
indirizzo:
Associazione Artemisia,
via del mezzetta 1 int.
50135 Firenze.
Tel. 055/601375 (Lasciare messaggio
per Carmela Privitera)
Email: artemisia@fol.it
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il volantino del corso con tutte
le informazioni[...]>>>
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