Per le adulte e gli adulti che hanno reso la loro testimonianza alla trasmissione televisiva Annozero sugli abusi sessuali subiti nell'infanzia
Il CISMAI (Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l’Abuso all’Infanzia) esprime alle adulte e agli adulti, vittime nell’infanzia degli abusi sessuali e delle gravissime sevizie psicologiche perpetrati a Firenze da don Cantini, il suo sincero e grato apprezzamento per la lezione di coraggio e civiltà che hanno dato, attraverso la testimonianza nella trasmissione televisiva di ieri AnnoZero, testimonianza che peraltro ci pare riduttivo chiamare tale.
Infatti sappiamo che ogni parola da loro detta è frutto e sintesi di un percorso doloroso e terribile, che ora si spende non solo per avere personalmente giustizia, ma a motivo di una coscienza eccezionale, relativa al valore sociale della verità e alle ricadute che solo la verità può dare in termini di maggiore attenzione alla protezione dei più deboli e, in generale, ai valori dell’accoglienza e del rispetto verso chi ancora non ha possibilità di parola e verso chi forse non l’avrà mai.
Le parole pronunciate dalle/dai testimoni sono lezione magistrale per tutto il mondo adulto. E’ stata oltremodo chiara nelle testimonianze la descrizione delle strategie, messe in atto da don Cantini, al fine di arrivare al “lavaggio del cervello” delle piccole vittime, per ottenerne la totale sottomissione e il silenzio.
“Togliere il pensiero” alle vittime fa parte infatti delle strategie di questi perversi. Ma le persone che hanno partecipato alla trasmissione sono la prova vivente che è possibile, seppure con un lungo e sofferente percorso, vincere sulle strategie perverse e “riprendersi” non solo la capacità di pensare, ma anche quella di comunicare agli altri, elaborata, la propria atroce esperienza, rendendo così alle altre vittime e a tutti noi un servizio di grande valore.
Quanto raccontato poi da Mariangela in relazione alla presa di coscienza della gravità di ciò che ha subito, attraverso il guardare (vedere) la sua piccola figlia e il porsi la domanda: “Ma io permetterei che questo a lei succedesse?”, con la conseguente risposta: “No, mai!” -risposta da cui è iniziato anche il percorso verso la compassione per se stessa bambina- è una lezione sintetica, ma perfetta rispetto ai percorsi di elaborazione di questo tipo di traumi e sull’acquisizione del significato della protezione verso i piccoli e della reale (e non strumentale) compassione verso le vittime, minori oppure ormai adulte.
Ci auguriamo che i molti che hanno scritto e parlato in questi giorni, attraverso i giornali e la televisione, facendo affermazioni gravissime sugli abusi sessuali e mettendone in dubbio la diffusione, abbiano ascoltato attentamente, poiché solo da un tipo di ascolto rispettoso, aperto ed umile, è possibile imparare qualcosa della sofferenza umana e in particolare di quella delle vittime dell’umana crudeltà e dell’ignavia di tanta parte del mondo adulto.
E’ infatti solo imparando davvero qualcosa di tale sofferenza e non negando l’esistenza di una diffusa ignavia che non protegge ed offende le vittime, che possiamo pensare di aiutare veramente donne e uomini che hanno patito e patiscono per pregressi abusi sessuali e di poter mettere in atto interventi adeguati volti alla protezione, precoce e duratura, dei bambini e delle bambine che ancora oggi subiscono violenza, prestando loro le cure necessarie, prima che si possano strutturare danni gravi che, come sappiamo, possono protrarsi e manifestarsi anche in età adulta.
Abbiamo anche apprezzato il rispetto che è stato riservato in trasmissione alle persone che hanno reso la loro testimonianza. E’ il minimo che si dovrebbe fare, ma quando si vede che il minimo così spesso non è rispettato, allora il contrario diventa cosa rilevante ed encomiabile.
Per il CISMAI (Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l’Abuso
all’Infanzia), la Presidente dott.ssa Roberta Luberti