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domenica 23 dicembre 2012
Manuale ONU sulle questioni di giustizia che coinvolgono minori
Nei sistemi della giustizia penale spesso le vittime di reato sono dimenticate. Un sistema di giustizia penale giusto, effettivo ed umano è quello che rispetta i diritti fondamentali della persona sospettata, dell'autore del reato ed anche quelli delle vittime, e che è basato sul principio che le vittime dovrebbero essere adeguatamente riconosciute e trattate in un modo rispettoso della loro dignità. Tali categorie di vittime, compresi i minori, che sono particolarmente vulnerabili a causa delle loro caratteristiche personali o a causa delle circostanze del reato, dovrebbero beneficiare di misure adatte alla loro situazione.
Il Ministero della Giustizia ha tradotto il Manuale Onu in italiano. Esso rappresenta oggi un punto di riferimento importante verso il quale orientare il sistema della giustizia in Italia per renderlo a misura dei bisogni dei bambini, nonché un codice utile di comportamento per tutti i professionisti (giudici, avvocati, periti, psicologi, servizi sociali, etc.) che operano all'interno di un procedimento penale concernente vittime minorenni. Il CISMAI ne consiglia, pertanto, lo studio e l'adozione nelle prassi operative.

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lunedì 31 ottobre 2011
Requisiti di “qualità” per gli interventi a favore dei minori adottati (2011)

Nell'assemblea soci  CISMAI del 7 ottobre 2011 ad Abano Terme è stato approvato il documento " Requisiti di qualità per gli interventi a favore dei minori adottati". Il documento è stato elaborato da una apposita  commissione scientifica coordinata dal dott. Francesco Vadilonga del CTA di Milano. Nel documento vengono definiti i requisiti relativi agli interventi a favore dei minori adottati per i quali si renda necessaria una presa in carico socio-educativa, sanitaria e/o per la cura e la terapia dopo il collocamento nella famiglia adottiva.


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martedì 23 marzo 2010
Il Cismai aderisce al documento del PI.DI.DA. sulle elezioni regionali 2010
In vista delle Elezioni regionali del 28 e 29 marzo 2010 che si terranno in alcune Regioni italiane, il Coordinamento PIDIDA “Per I Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza” con una “Dichiarazione d’impegno”, si rivolge ai candidati alla Presidenza delle Regioni affinché essi assumano un impegno specifico per promuove politiche a favore dei diritti dei bambini e degli adolescenti presenti sul rispettivo territorio regionale.
Il documento, sottoscritto anche dal CISMAI, è composto da dieci punti programmatici: ascolto e partecipazione dei bambini e dei ragazzi nella elaborazione di politiche a essi rivolte; adozione e attuazione di un quadro legislativo amico dei bambini e degli adolescenti; adozione di una strategia per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza; ottimizzazione degli esistenti meccanismi di coordinamento per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza; introduzione sul territorio regionale di una valutazione e un’analisi dell’impatto sull’infanzia e sull’adolescenza; destinazione di un bilancio regionale all’infanzia e all’adolescenza; stesura di un regolare Rapporto regionale sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza; diffusione della conoscenza dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza; istituzione di un Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza; una formazione permanente degli operatori che si occupano di bambini e adolescenti.
Il Coordinamento PIDIDA è un Tavolo interassociativo che riunisce a livello nazionale e regionale le principali realtà del Terzo Settore che a diverso titolo operano per la promozione e tutela dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza in Italia e nel mondo. Stante il ruolo che hanno assunto le Regioni nel garantire i diritti ai bambini e agli adolescenti, il Coordinamento negli anni sta sempre più lavorando, anche a livello regionale, per stimolare l’assunzione di leggi e politiche che garantiscano tali diritti.
Per informazioni sul lavoro del Coordinamento PIDIDA e sull’iniziativa in oggetto, consultare il sito web www.infanziaediritti.it e contattare il Segretariato del Coordinamento PIDIDA, presso l’UNICEF-Italia: 06 47809212/328, pidida@unicef.it

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lunedì 13 novembre 2006
Ordine dei Giornalisti - Carta di Treviso
La Carta di Treviso è il documento che impegna i giornalisti italiani a norme di comportamenti deontologicamente corrette nei confronti dei bambini e dei minori in genere.
 
Nacque nel 1990 da una iniziativa comune della Federazione della Stampa, dell'Ordine dei Giornalisti e di Telefono Azzurro e prese questo nome dalla cittadina veneta nella quale ci fu il convegno che alla carta diede vita.
 
Un successivo convegno, svoltosi a Venezia e Treviso nel novembre del 1995, apportò alcuni aggiornamenti e, nell'aprile del 1997, ci fu un ulteriore incontro, sempre a Treviso, e sempre fra Fnsi, Ordine e Telefono Azzurro, per ribadire i concetti principali.
 
Ecco i punti essenziali che riguardano la tutela dei minori:
 
1) Al bambino coinvolto -come autore, vittima o teste- in fatti di cronaca, la cui diffusione possa influenzare negativamente la sua crescita, deve essere garantito l’assoluto anonimato. Per esempio deve essere evitata la pubblicazione di tutti gli elementi che possono portare alla sua identificazione, quali le generalità dei genitori, l’indirizzo dell’abitazione o il Comune di residenza nel caso di piccoli centri, l’indicazione della scuola cui appartenga.


2) Per quanto riguarda i casi di affidamento o adozione e quelli di genitori separati o divorziati, fermo restando il diritto di cronaca e di critica circa le decisioni dell’autorità giudiziaria e l’utilità di articoli e inchieste, occorre comunque anche in questi casi tutelare l’anonimato del minore per non incidere sull’armonico sviluppo della sua personalità.


3) Il bambino non va intervistato o impegnato in trasmissioni televisive e radiofoniche che possano ledere la sua dignità nè turbato nella sua privacy o coinvolto in una pubblicità che possa ledere l’armonico sviluppo della sua personalità e ciò a prescindere dall’eventuale consenso dei genitori.


4) Nel caso di comportamenti lesivi o autolesivi (come suicidi, lanci di sassi, fughe da casa, ecc...) posti in essere da minorenni, occorre non enfatizzare quei particolari di cronaca che possano provocare effetti di suggestione o emulazione.


5) Nel caso di bambini malati, feriti o disabili, occorre porre particolare attenzione nella diffusione delle immagini e delle vicende al fine di evitare che, in nome di un sentimento pietoso, si arrivi ad un sensazionalismo che finisce per divenire sfruttamento della persona.

 
In allegato la "Carta di Treviso" aggiornata nella versione recepita dal Garante Privacy e pubblicata sulla G.U. n. 264 del 13 novembre 2006.

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giovedì 19 gennaio 2006
Protocollo di Ferrara - Linee Guida per i rapporti tra i servizi sociali e le istituzioni scolastiche in presenza di minori che si trovano in situazione di pregiudizio

Linee Guida per i rapporti tra i servizi sociali e le istituzioni scolastiche in presenza di minori che si trovano in situazione di pregiudizio.

Protocollo in adozione presso i Servizi sociali e le Istituzioni scolastiche della provincia di Ferrara


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mercoledì 14 gennaio 2004
Milano - Protocollo d'intesa per l'adozione di interventi coordinati nell'attività di contrasto abuso sessuale e nella tutela di minori vittime di abuso sessuale

Prefettura di Milano ed altri enti territoriali

Protocollo d'intesa per l'adozione di interventi coordinati nell'attività di contrasto abuso sessuale e nella tutela di minori vittime di abuso sessuale


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mercoledì 28 marzo 2001
Legge 28 marzo 2001, n. 149 - Modifiche alla legge 4 maggio 1983, n. 184, recante «Disciplina dell'adozione e dell'affidamento dei minori», nonché al titolo VIII del libro primo del codice civile
Legge 28 marzo 2001, n. 149
"Modifiche alla legge 4 maggio 1983, n. 184, recante «Disciplina dell'adozione e dell'affidamento dei minori», nonché al titolo VIII del libro primo del codice civile"
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 96 del 26 aprile 2001

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