ROMA - Ecco i criteri per definire quali sono i programmi pericolosi per bambini e adolescenti. Il Comitato media e minori ha approvato all’unanimità gli schemi che le emittenti a pagamento e criptate dovranno adottare per classificare le trasmissioni «gravemente nocive», cioé violente, pornografiche, trasgressive. Programmi che le pay tv potranno trasmettere solo dopo le 23 e visibili solo mediante inserimento di un pin o una password. Un passo importante. Ma il presidente del Comitato, Franco Mugerli, auspica che analoghi criteri possano essere adottati non solo per i programmi «gravemente nocivi», ma anche per quelli solo «nocivi», che le tv criptate possono trasmettere di giorno, tranne che nella fascia protetta pomeridiana 16-19.
L’adozione unanime dei criteri operata lunedì scorso dal Comitato media e minori d’accordo sia i rappresentanti degli utenti che quelli delle emittenti - è un adempimento del ’decreto Romani’ che, recependo una direttiva europea, a marzo ha modificato il Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici. La norma vieta infatti le trasmissioni che «possono nuocere gravemente allo sviluppo fisico, psichico e morale dei minori o che presentano scene di violenza gratuita o insistita e efferata ovvero pornografiche». Il decreto Romani stabiliva che di conseguenza le emittenti debbono classificare i loro programmi «sulla base dei criteri proposti» dal Comitato media e minori. Quello che l’organismo ha appena sottoposto al Ministero per le comunicazioni, che entro 30 giorni lo dovrà trasformare in norma vigente. Altri 30 giorni e le emittenti dovranno dotarsi di un sistema di classificazione.
Chiari e sintetici i criteri per classifica dei programmi «gravemente nocivi». In due pagine si definiscono le aree tematiche che i canali «ad accesso condizionato», cioé appunto criptati e a pagamento, debbono relegare nelle ore notturne e bloccare con un codice di accesso. Per «violenza» si intende la «rappresentazione esplicita e/o dettagliata » di atti violenti gratuiti o insistititi o efferati o ai fini di tortura o perversione, di incitamento alla violenza in famiglia, politica, religiosa, razziale, sessuale. Per sessualità si intende la pornografia o «elementi perversi e/o devianti» degradanti per l’individuo. Per le tematiche sociali, relazionali e comportamentali il Comitato indica la rappresentazione «legittimante o esaltante» di comportamenti discriminatori, offensivi della dignità delle persone, che istigano a reati, alcol, droghe, a comportamenti pericolosi socialmente o individualmente e ad esaltare il male. I programmi solo «nocivi» invece non hanno per ora vincoli di orario, ma una segnalazione acustica all’inizio e un apposito simbolo visivo. E Mugerli, il presidente del Comitato, ribadisce «non solo la legittimità, ma anche la necessità di procedere alla classificazione dei contenuti ritenuti ‘nocivi’». Se per i «gravemente nocivi» c’è stata l’unanimità, «per ora – spiega Mugerli – non è unanimemente condivisa questa convinzione». Eppure «non c’è dubbio che, dal punto di vista logico e lessicale, i programmi per soli adulti, nella loro ampia e logica accezione, debbano riferirsi non soltanto ai contenuti gravemente nocivi, ma anche a quelli che comunque nuocciono allo sviluppo del minore». Da qui la necessità di un «sistema completo ».