ROMA - Dopo oltre tre ore di riunione è stato finalmente trovato un accordo: le organizzazioni della Rete "Batti il cinque!" lo hanno definito il "migliore possibile", soprattutto considerando le contrapposizioni dei mesi scorsi tra l'Osservatorio nazionale sull'infanzia e l'adolescenza e il governo. Oggetto della contesa, il Piano nazionale su infanzia e adolescenza, ovvero il principale strumento di programmazione delle politiche relative ai minori.
A ottobre dell'anno scorso il Governo aveva respinto la bozza realizzata dall'Osservatorio, costituitosi durante la scorsa legislatura e composto da rappresentanti delle istituzioni e di alcune delle principali organizzazioni del privato sociale impegnate nella difesa dei diritti dei minori. La controproposta del Governo, arrivata solo una decina di giorni fa, mancava però di alcuni punti considerati "fondamentali" dalle associazioni. Questi si riferivano soprattutto alla questione delle risorse, ai livelli essenziali delle prestazioni, all'intercultura e alla partecipazione di bambini e ragazzi alle politiche che li riguardano. La bozza governativa, inoltre, prevedeva un "impianto culturale" diverso rispetto a quello della proposta originaria messa a punto dall'Osservatorio: centralità della famiglia anzichè centralità del minore come soggetto di diritto. La riunione di ieri ha però rappresentato un punto di mediazione tra governo e associazioni e l'esecutivo, rappresentato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla famiglia, Carlo Giovanardi, si è detto disponibile ad accogliere alcuni dei punti estromessi.
L'accordo. Ricompaiono i livelli essenziali delle prestazioni relative ai diritti civili e sociali dei minori, che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, come anche i livelli essenziali dei servizi educativi, del tempo libero e semiresidenziali. Vengono reintrodotti i "soggetti attuatori", cioè i responsabili delle diverse azioni previste nel Piano, e viene definito il ruolo dell'Osservatorio in riferimento alla funzione di monitoraggio a cadenza semestrale e valutazione dell'applicazione del Piano. Torna il principio della "non discriminazione" e "protezione", la cui scomparsa dalla bozza del governo è stata definita dal sottosegretario Giovanardi un "refuso". E infine viene nuovamente introdotta la figura del giudice onorario nel tribunale per la famiglie e delle relazioni familiari, quando questo verra' istituito. Il governo si è detto inoltre disponibile a reintrodurre il principio dell'ascolto del minore e ad accogliere le proposte sul ricongiungimento degli stranieri e l'intercultura, soprattutto rispetto alla parte relativa alle seconde generazioni e ai minori rom, sinti e camminanti. Resta in sospeso, però, la questione delle risorse che non vengono definite e rimangono legate a quanto stabilito di anno in anno dalla Finanziaria.
La volontà delle associazioni ora è quella di passare dalla teoria alla pratica, cercando di introdurre alcune ulteriori modifiche in itinere. D'altra parte il tempo è poco: l'Osservatorio termina il suo mandato il prossimo 6 agosto, e oggi c'è tutta l'intenzione di arrivare a un accordo e alla piu' rapida approvazione del Piano. Il prossimo passaggio previsto ora e' quello di una nuova elaborazione del documento da parte del governo, che dovrebbe contenere le modifiche concordate nella riunione di ieri. Dopo di che il governo lo inviera' all'Osservatorio e poi al Consiglio dei ministri e alla Bicamerale infanzia e adolescenza.